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iv. la virtú sconosciuta
 



convivere i grandi co’ piccioli; ma dei veri grandi parlo io e dei veri piccioli, che mai non son quelli chiamati tali dal mondo.

Ma che laudo io in te queste sociali virtú secondarie, mentre un solo esempio ch’io recassi d’una delle altre tue, basterebbe per porti sovra ogni uomo del nostro secolo guasto? Qual fu la cagione della immatura tua morte? La pietá vera, e il raro amore che pel tuo fratello nutrivi. In questi tempi, in cui noi tutti pur troppo dal vorace lusso incalzati, noi tutti quasi, non che piangere di vero cuore la morte dei nostri, crudelmente la desideriamo, od almeno l’aspettiamo; la insaziabile abbominevol peste della cupiditá delle ricchezze altrui (peste altre volte nelle sole case dei re meritamente albergata) ora, dacché dai moltiplicati bisogni piú servi siam fatti, invaso anche ha i piú umili tetti; e, tolto il nobile e sempre di noi men servo agricoltore, il quale nella sua numerosa famiglia la ricchezza amore e felicitá sua piena ripone, gli altri tutti barbaramente s’invidiano fra loro la vita; del troppo longevo padre la invidiano i figli, della moglie il marito, del fratello il fratello; e nessuno in somma ben vivo si reputa, fin che non ha i suoi tutti sepolto. Ma tu, diverso in tutto da tutti, fosti anco in ciò diverso dai pochi sommi uomini che per lo piú tenerissimi esser non sogliono dei loro congiunti; né dir saprei se in te fosse maggiore la sublimitá della mente o quella del cuore. Questo fratello tuo, minore di te in ogni cosa come negli anni, di cui tu, quasi amoroso padre, cotanta cura pigliavi; per cui solo attendevi a quel tuo cosí a te dispiacevole traffico, che necessario non t’era per vivere agiato, e di tanto disturbo ti riusciva per viver pensante; questo tuo fratello in somma, ottimo giovine e di nobil indole anch’egli, ma in nessuna cosa superiore né al suo stato né ai tempi, ed in nessunissima a te vicino, egli era pure la sola remora, l’ostacolo solo alla tua intera felicitá: poiché tu, come saggio, in null’altro riponendola che nel viver libero e pensare e dire a tuo senno, disegnavi acquistartela, emendando il tuo nascere col ricercarla e goderla in quelle contrade dove ella in tutta securtá si ritrova e s’alligna. Eppure quando la morte, percotendo da prima il tuo fratello, pareva aprirtene la via,