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State. 41


Quì le pecchie dai fior succian l’eletto
     Umor rorante. Il tuo Alessi solo
     Non trova, che in te sola, altro diletto.

Deh! vieni a visitare il nostro polo,
     105Le sedi abbandonate, e le muscose
     Fontane, e gli antri di verdiccio suolo.

Ch’ovunque passi tu, l’aure di rose
     Spirano al tuo passaggio; e gli arboscelii
     Fan ombra a gara, ovunque tu ti pose.

110Ovunque calchi il piè, bei fior novelli
     Sorgon vermigli, ed ogni cosa è in fiore,
     Ove tu giri il brio de’ lumi belli.

Oh! quanto io bramo de’ miei giorni l’ore
     Teco passar; le muse d’invocare;
     115E risonar le laudi tue canore!

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