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il volta alpinista 27

calcolo pertanto fatto dal sig. abate Venini, che meco era, ci dà:1.

Dalla cima dell’Alpe di Fieudo all’Ospizio dei capp. di S. Gottardo Tese 313
Da San Gottardo ad Orsera » 371,753
Da Orsera a Cassinotta » 200,779
Da Cassinotta a Wasen » 87,776
Da Wasen a Staeg » 77,533
Da Staeg ad Altorf » 39,708
Da Altorf al Lago di Lucerna » 23,466

Che sommando insieme fanno Tese 1114,691
Il sig. De Luc ha coll’istesso suo metodo calcolata l’altezza al Lago
      di Lucerna sopra il livello del mare Tese 220

Sicchè la più alta cima a cui siamo saliti, cioè quella dell’Alpe del
      Fieudo, è elevata sopra il mare Tese 1334

«A questa istessa cima alcuni mesi prima era salito il celebre signor de Saussure, ed aveva computato assai prossimamente la stessa altezza, come conferendo con esso lui a Ginevra mi comunicò in appresso e come apparirà dall’opera grande sulle Montagne e sulla Teoria della terra, che sta ora stampando2.

  1. Traducendo le tese in metri si hanno le cifre seguenti:
    Metri
    Dall’Alpe di Fieudo all’Ospizio 611,366
    Da San Gottardo ad Orsera 724,560
    Da Orsera a Cassinotta 391,326
    Da Cassinotta a Wasen 171,079
    Metri
    Da Wasen a Staeg 151,115
    Da Staeg ad Altorf 77,392
    Da Altorf al lago di Lucerna 45,736
    Da Lucerna al mare 428,788

    Ne risultano le seguenti altezze sul livello del mare, le quali differiscono alquanto dai numeri segnati nelle moderne guide

    Alpe di Fieudo metri 2601
    San Gottardo, Ospizio

    1990
    Orsera

    1265
    Cassinotta

    874
    Wasen metri 703
    Staeg

    552
    Altorf

    475
    Lago Lucerna

    429
  2. Difatti il primo volume dei Voyages dans les Alpes del De Saussure uscì per le stampe nel dicembre del 1779. Ma la descrizione che il De Saussure fece del gruppo del San Gottardo non appare che nel settimo tomo, stampato solo nel 1796. Il celebre naturalista ginevrino salì varie cime del San Gottardo, e su quella di Fieudo o Fieüt, prossima alla Fibbia (m. 2742), fra questa cima e l’Ospizio, ascese il 25 luglio 1775. Ecco come ne parla: "Je ne crois pas qu’aucun étranger, autre que des chasseurs de chamoins ou des chercheurs de crystal, ait avant moi gravi cette sommité. Les capucins du Saint Gothard cherchèrent à m’en dissuader. Mon brave guide Lombardo affirmoit que cela étoit possible, mais il en représentoit les difficultés et les dangers avec toute l’emphase de sa langue maternelle; lorsque je le priois de me montrer le chemin, non dans l’espérance de trouver une route battue, mais pour savoir de quel côté l'on attaqueroit la montagne, il me repondit: Ah, signore, in questi luoghi orridi e deserti strada non v’è. Je n’y trouvai ni péril ni vraies difficultés; mais seulement de la fatigue, encore n’est-elle pas bien grande, puisqu’on y va aisément en trois petites heures, aussi ai-je été étonné qu’un Suisse, un amateur de montagnes tel que M. Schinz, qui y monta deux ans aprés moi, et qui même paroit n’avoir pas atteint sa cime, représente cette course comme si périlleuse et si pénible. (Beiträge zur naheren Kenntniss des Schweizerlandes. 1° Heft § 4'.„ — Indi tratta della natura delle roccie della montagna, che sono graniti decomposti; della sua sommità che "est composé d’un entassement de ces