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CAPITOLO III.


IL CATTIVO GENIO DELLA CASA.

Pery tornò diverse volte alla casa di don Antonio de Mariz.

Il vecchio fidalgo lo ricevea cordialmente, e lo trattava da amico; il suo nobil carattere accordavasi con quella natura incolta.

Cecilia, ad onta della gratitudine che ispiravate la devozione dell’Indiano, non potea vincere la ripugnanza al vedere uno di quei selvaggi di cui sua madre le avea fatta una sì trista descrizione, e del cui nome si era servita per farle paura quand’era bambina.

La stessa impressione pure provava Isabella, come quella cui sempre ripugnava la presenza di un uomo di quel colore; ricordavasi dell’infelice sua madre, della razza da cui proveniva, e della causa di quel disprezzo con cui era generalmente trattata.