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— In che modo? dimandò don Antonio maravigliato.

— Ascolta.

L’Indiano cominciò nel suo linguaggio tanto ricco e poetico, con quella dolce pronuncia che parea aver appresa dalle aure della nostra terra o dagli uccelli delle nostre foreste, questa semplice narrazione.

«Era il tempo degli alberi d’oro1.

«La terra coperse il corpo di Arare e le sue armi, all’infuori dell’arco di guerra.

«Pery chiamò i guerrieri della sua nazione, e disse:

«Il padre è morto; quello che sarà il più forte di tutti, si avrà l’arco di Arare. Guerra!

«Così parlò Pery; e i guerrieri risposero: Guerra!

«Finchè il sole illuminò la terra, camminammo; quando la luna sorse in cielo, arrivammo. Combattemmo come goytacazi. Vi fu mischia per tutta una notte. Vi fu sangue e fuoco.

«Quando Pery abbassò l’arco di Arare, non

  1. La sapucaia (coco duro) perde le foglie nel tempo della fioritura, e si copre di tanti fiori rossigni, da non lasciar più vedere ne il tronco nè i rami: lo stesso avviene dell’embabiba, del legno santo e d’altri alberi. Il tempo della fioritura di questi alberi cadendo in settembre, la frase figurata dell’Indiano si traduce nel modo seguente: — “Era il mese di settembre.”