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braccialetto veniva da suo padre, affinchè lo accettassi; che se avessi saputo...

— Che veniva dalle mie mani, non lo avreste accettato?

— Giammai!... sclamò la giovane con vivacità.

Alvaro maravigliossi del tuono con che Isabella avea proferita quella parola; parvegli che facesse un giuramento.

— Per qual motivo? dimandò un momento dopo.

La giovane fissò in lui i suoi grandi occhi neri: ci avea tanto amore e tanto sentimento in quello sguardo, che se Alvaro se ne fosse accorto, non avrebbe avuto bisogno di risposta alla sua dimanda.

Ma il cavaliere non comprese nè lo sguardo, nè il silenzio di Isabella; capiva che c’era un mistero, e desiderava chiarirlo.

Accostossi alla giovane, e con accento dolce e triste, le disse:

— Perdonatemi, donna Isabella; so che commetto un’indiscrezione; ma ciò che avviene richiede uno schiarimento fra noi. Diceste che foste derisa; anch’io lo fui. Non trovate che il miglior modo di venir a capo di ciò, è il parlarci francamente l’un l’altro?

Isabella sentì turbarsi.

— Parlate: io v’ascolto, signor Alvaro.

— Mi dispenso dal confessarvi ciò che già indovinaste; sapete la storia di questo braccialetto, non è vero?