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lora praticava, lasciando Alvaro e Isabella da soli, dopo aver lanciato una parola, che non poteva a meno di non produrre il suo effetto.

L’emozione che provarono i due giovani, udendo il detto da Cecilia, non è possibile a descriversi.

Isabella sospettò tosto come andasse la cosa; e si accorse che Cecilia l’avea ingannata per obbligarla ad accettare il presente di Alvaro; l’occhiata lanciatale appartandosi con suo padre, le avea rivelato ogni cosa.

Alvaro poi non comprendeva nulla affatto, se non che Cecilia aveagli dato la maggior prova di disprezzo e d’indifferenza; ma non sapeva indovinare la ragione perchè avesse associato Isabella a quell’atto che dovea essere un secreto fra lor due.

Trovandosi soli in faccia l’uno dell’altro, non ardivano alzare gli occhi, lo sguardo di Alvaro stava fisso sul braccialetto; Isabella tremante ben lo vedeva, e parea che un anello di ferro rovente le cingesse il braccio dilicato.

Stettero in questo modo alcun tempo; alla fine Alvaro, desideroso di trarre una spiegazione, si fe’ coraggio a rompere il silenzio:

— Che significa tutto ciò, donna Isabella? dimandò egli con aria supplichevole.

— Nol so!... Fui derisa! rispose Isabella balbettando.

— Come?...

— Cecilia mi diè ad intendere che questo