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Nell’atto che attraversava lo spazio, che lo separava dalla sua camera, divisò un progetto e prese una risoluzione.

Mise in una piccola borsa di seta un’astuccio da monile; e avvolgendosi nel suo mantello, costeggiò la casa, e si avvicinò al piccolo giardino che confinava colla stanza di Cecilia.

Vide anch’egli la luce delle finestre riflettersi dirimpetto; e aspettò che la notte si avanzasse e tutti nella casa dormissero.

Al tempo che ciò accadeva, Pery, l’indiano che già conosciamo, era arrivato col suo fardello, cotanto prezioso, che non lo avrebbe cambiato con un tesoro.

Lasciò nella vallata, che stendevasi in riva al fiume, la sua preda, dopo averla deposta in una specie di côvo che acconciò, curvando un ramo di albero.

Ascese dipoi sullo spianato, e fu in questa congiuntura che la fanciulla lo vide entrare nella sua capanna; non vide però in che modo ne uscisse quasi subito.

Erano due giorni che non vedeva la sua signora; che non ricevea un ordine da lei; che non indovinava un desiderio suo per soddisfarlo immediatamente.

Il primo pensiero dell’Indiano fu pertanto quello di vedere Cecilia, o almeno la sua ombra; entrando nella capanna, vide come gli altri la luce che usciva di mezzo alle cortine della finestra.

Si sospese a uno dei palmizi, che servivano di