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Il rimanente degli avventurieri avviossi al lato opposto dello spianato, e si mescolò cogli altri compagni che uscivano ad incontrarli.

Quivi furono ricevuti da una tempesta di domande, di risate e detti arguti, cui presero parte; dipoi gli uni curiosi di novità, gli altri avidi di raccontare ciò che avean veduto, cominciarono a parlare tutti ad un tempo in maniera che nessuno si intendeva.

In quel momento le due fanciulle comparvero sulla porta: Isabella arrestossi tremante e confusa; Cecilia, scendendo lievemente i gradini, corse alla volta di sua madre.

Nell’atto che attraversava lo spazio che la separava da donna Lauriana, Alvaro, ottenutane la permissione dal fidalgo, si fece innanzi, e col cappello in mano andò ad inchinare, arrossendo, la fanciulla.

— Siete di ritorno, signor Alvaro! disse Cecilia con molta fretta, come per togliersi all’imbarazzo che pure provava: tornaste molto presto?

— Meno di quanto desiderava, rispose il giovane balbettando; quando il pensiero rimane, il corpo ha premura di tornare al luogo onde mosse.

Cecilia arrossì, e corse al fianco di sua madre.

Mentre accadeva questa breve scena nel mezzo dello spianato, tre sguardi ben differenti dirigevansi a quella parte, e partendo da diversi punti s’incontravano sopra quelle due teste sfolgoranti di bellezza e di gioventù.

Don Antonio de Mariz, seduto a qualche di-