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grandi, un po’ rivolti all’insù agli angoli esterni, la pupilla nera, mobile, scintillante, la bocca vigorosa, ma ben modellata e guernita di denti bianchissimi, davano al suo volto poco ovale la incolta bellezza della grazia, della forza e della intelligenza.

Cingeagli il capo una striscia di cuoio, cui erano assicurate dal lato sinistro due penne di struzzo variopinte, che descrivendo una spirale, scendeano a sfiorargli colle punte nere il collo flessibile.

Era alto di statura, con mani dilicate; e la gamba agile e nervosa, adorna di una resta di frutti giallognoli, appoggiavasi sopra un piede piccolo, ma saldo nell’andare e veloce al corso.

Assicurava l’arco e le freccie colla destra distesa lungo il corpo, e colla sinistra tenea verticalmente avanti di sè un lungo palo di legno a due rebbi, annerito dal fuoco.

Lì da presso, stesa al suolo, vedeasi una carabina filettata, una piccola borsa di cuoio, che dovea contener munizioni da caccia, e un vago pugnale fiammingo, il cui uso fu dappoi proibito in Portogallo e al Brasile.

In quell’istante teneva alta la testa, e gli occhi fissi in un ammasso di frondi, che si innalzava a venti passi di distanza e agitavasi impercettibilmente.

Colà, per entro quel fogliame, distinguevansi le ondulazioni feline di un dorso nero, brillante, screziato di giallo, e talvolta vedeansi luccicare