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moes cominciò a tremar di piacere, di stupore e di meraviglia.

Un momento dopo Loredano stese la mano sopra la carta collocata nel mezzo del gruppo; i suoi occhi presero una espressione solenne.

— Ora, diss’egli colla sua voce sonora, ora che avete la ricchezza e il potere alla tirata della mano, giurate che il vostro braccio non tremerà al presentarsi dell’occasione; che obbedirete al mio gesto, alla mia parola, come alla legge del destino.

— Lo giuriamo!

— Sono stanco di attendere e determinato a giovarmi della prima congiuntura. A me, come capo, disse Loredano con un sorriso diabolico, dovrebbe appartenere don Antonio de Mariz; io ve lo cedo, Ruy Soeiro. Bento Simoes avrà cura dello scudiero. Io reclamo per me Alvaro de Sà, il nobile cavaliere.

— Ayres Gomes va a trovarsi in una bella danza! disse Bento Simoes con aria marziale.

— Gli altri, se ci daranno briga, verranno appresso; se ci seconderanno, saranno i ben venuti. Solo vi avverto che colui che toccherà la soglia della porta della figlia di don Antonio de Mariz, è un uomo morto; questa è la mia parte del bottino! È la parte del leone!

In quel momento si udì un rumore, come d’un’agitazione di foglie.

Gli avventurieri non ci badarono, e l’attribuirono al vento.