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vi è dovuta una riparazione. Poco fa vi minacciammo; qui sono le nostre armi.

— Sì, dopo quello che seguì è giusto che sospettiate di noi; prendete.

I due avventurieri si trassero i pugnali e le spade.

— Custodite le vostre armi, disse Loredano deridendoli; serviranno per difendermi. Io so quanto vi è preziosa e cara la mia esistenza!

Ambedue gli avventurieri impallidirono, e tennero dietro ai suoi passi: dopo mezz’ora di cammino arrivarono alla macchia di cardi, che già descrivemmo.

A un segno di Loredano, i suoi due compagni salirono sull’albero, e discesero pel cipò nel centro di quell’area circondata di spini, che avea a dir molto tre braccia di lunghezza sopra due di larghezza.

Da un lato, in uno smottamento di terreno, vedeasi una specie di grotta o sotterraneo, resto di quei grandi formicai, che incontransi nei nostri campi, già mezzo rovinato dalla pioggia. In questo luogo, all’ombra di un piccolo arbusto che nasceva tra i cardi, si assisero i tre avventurieri.

— Oh! disse Loredano tostamente; è già da alcun tempo che non vengo in queste parti, ma parmi che debba esservi ancora qui qualche cosa che vi darà nel gusto.

Chinossi, e stendendo il braccio nel sotterraneo, ne trasse una bottiglia, che collocò nel mezzo della brigata.