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Bento Simoes cadde in ginocchio annichilito da cotesto giuramento, che non lasciava di avere alcun che di solenne nel mezzo della foresta fosca e silenziosa.

Ruy Soeiro, pallido, cogli occhi sporgenti fuori dell’orbita, le labbra convulse, i capelli rabbuffati, e le dita irte, sembrava la mummia della disperazione.

Stese le braccia verso Loredano, e con voce tremante e soffocata sclamò:

— Dunque voi, Loredano, affidaste a don Antonio de Mariz una carta, ove esiste la trama infernale che ordiste contro la sua famiglia?

— Gliel’affidai!

— E in questa carta scriveste che avete intenzione di assassinar lui e sua moglie, e appiccar fuoco alla casa, se occorre, per mandar ad effetto i vostri disegni?

— Scrissi tutto questo!

— Aveste l’impudenza di confessare che tentate rapire sua figlia, e fare di lei, nobil fanciulla, la concubina di un avventuriere e di un reprobo, qual siete voi?

— Sì!

— E diceste pure, continuò Ruy nel colmo della disperazione, che l’altra sua figlia ci apparterrà, e che noi trarremo la sorte per decidere a qual di noi due avrà a toccare?

— Non dimenticai nulla, e tanto meno questo punto importante, rispose Loredano con un sorriso; tutto ciò sta scritto in una pergamena,