Pagina:Alencar - Il guarany, I-II, 1864.djvu/150


— 132 —

perle le vertebre del collo: in quel momento ancora boccheggiava.

Al primo colpo d’occhio Pery avea visto tutto ciò, e calcolato con ammirabile perspicacia quanto era accaduto.

Quella morte, pensò egli, non poteva esser cagionata che da una creatura umana; ogni altro animale avrebbe fatto uso di denti o di unghie, e lasciato traccie di ferimento.

Il cane apparteneva all’Indiana; ell’era dunque che l’avea strangolato pochi momenti innanzi, perchè la frattura del collo era tale da produrre la morte quasi immediatamente.

Ma per qual ragione avea commesso quella barbarie? Perchè, rispondeasi l’Indiano, ella sapea di essere inseguita, e il cane poteva denunciarla.

Appena ebbe formato questo pensiero, Pery si pose bocconi, e ascoltò il seno della terra per molto tempo; due volte alzò il capo giudicando di ingannarsi, e applicò di nuovo l’orecchio al suolo.

Quando levossi, il suo volto esprimeva grande stupore e meraviglia; avea udito qualche cosa di cui pareva ancora dubitare, come se i suoi sensi lo illudessero.

Camminò dalla parte di levante, ascoltando la terra ad ogni momento, e in questo modo arrivò di pochi passi a una gran macchia di cardi, che si elevava in luogo ove il terreno era un po’ basso.

Allora collocandosi in direzione contraria al