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Cecilia avea detto una parola, ed egli che non ragionava intorno ai desideri della sua signora, avea dato mano al suo arco e alla sua carabina, e si era messo in cammino.

Giungeva a un piccolo ruscello, quando un cagnolino1 di lungo pelo uscì dal bosco, e subito dopo un’Indiana, che fece due passi e cadde ferita da una palla.

Pery voltossi per vedere onde era partito il tiro, e riconobbe don Diego de Mariz che avvicinavasi lentamente, accompagnato da due avventurieri.

Il giovane avea tirato a un uccello, e l’Indiana che passava in quell’istante, avea ricevuto nel suo corpo la scarica dello schioppo, ed era caduta morta.

Il cagnolino corse verso la sua padrona, mettendo guaiti, lambendole le fredde mani, e strisciando colla testa sul corpo insanguinato, come per ravvivarla.

Don Diego, appoggiato sopra il suo moschetto, gettava uno sguardo pietoso sopra quella giovane, che moriva vittima di un capriccio da cacciatore, che non volle perdere la sua mira.

Quanto a’ suoi compagni, ridevan essi dell’accaduto, e divertivansi a far commenti sopra la qualità della caccia colta dal cavaliere.

  1. Warnagen, nella sua storia del Brasile, dice che il cane era compagno costante degli indigeni brasiliani, ancora più che presso gli Europei.