Pagina:Alencar - Il guarany, I-II, 1864.djvu/133


— 115 —

cità; ma avvicinandosi alla porta, Cecilia, che andava un poco innanzi, voltossi verso sua cugina sulla punta dei piedi, e con un piglio imperioso alzò il dito alle labbra raccomandando silenzio.

— Sai, Cecilia, che tua madre è molto in collera con Pery? disse don Antonio, accarezzandola in viso e dandole un bacio sulla fronte.

— Perchè, padre mio? Fece egli qualche cosa di male?

— Una delle sue, e di cui già conosci una parte.

— E io vado a contarti il resto! interruppe donna Lauriana, toccando colla mano il braccio di sua figlia.

E difatti rappresentò co’ colori più tetri, e coll’enfasi più drammatica, non solo il rischio imminente, che a parer suo aveva corso la casa intera, ma i pericoli che minacciavano tuttavia la pace e la tranquillità della famiglia.

Riferì che se per un miracolo la sua casiera non fosse giunta un’ora prima allo spianato, e visto l’Indiano far atti diabolici colla tigre, cui insegnava naturalmente la maniera di penetrar nella casa, tutti a quell’ora sarebbero stati morti.

Cecilia impallidì, ricordandosi in che modo lieta e folleggiante avea attraversata la valle e se n’era ita al bagno; Isabella si serbò calma, ma i suoi occhi brillarono.

— Perciò, concluse perentoriamente donna Lauriana, non è più possibile che continuiamo con una simil maledizione in casa.