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abbiamo contemplato è intorno alla prima constituzione corporale dell’occhio, non entrando punto a ragionare di quell’altra principalissima parte, cioe dell’anima sensitiva, della quale io veramente confesso non saper cosa nissuna. Ora giudichino Signori miei, quanto io sia lontano dal poter mai penetrare le forze, e virtù della memoria della fantasia, della immaginativa, e finalmente dell’intelletto stesso, col quale andiamo penetrando, e discorrendo le cose remotissime da’ nostri sensi, e qui nel caso nostro siamo arrivati a conoscere chiaramente, che dentro l’occhio nostro si fanno quelle finissime pitture, ancorche mai occhio umano non le abbia vedute, ne mai sia per vederle. E per tanto con gran ragione possiamo cantare eterne glorie a Dio stupefatti dicendo

Quam magna facta sunt opera tua Domine, omnia in sapientia fecisti.

E con le medesime dottrine, e con piu interna contemplazione della fabbrica del nostro occhio, e con la cognizione della struttura del telescopio noi possiamo venire in luce di quegli effetti strani, che produce questo maraviglioso strumento.