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di que’ fiori nascono poi certe fogge di amenti, o gattini, o coni, de’ quali parecchi insieme raccolti hanno sembianza di grappolo o di spighe compatte, più meno lunghe.

I fiori pistilliferi si compongono per lo più di brattee membranose, nelle ascelle delle quali nascono squame consistenti. Ognuna di cotali squame porta alla sua base un pajo di ovetti, o poco più, i quali o si levano diritti, o stanno capovolti.

L’infiorescenza (modo di aggruppamento) dei fiori pistilliferi sottostà a molte variazioni, essendochè questi ora nascono solitarj, ora sono uniti tra di loro diversamente e aggruppati.

I pini e le altre conifere, cui più propriamente conviene questo nome, producono ovetti rovesciati dentro a squame numerose, non altrimenti disposte, che i giri di una spira intorno ad un asse, per modo che formino veri coni. Nei cipressi e nei ginepri gli ovetti sorgono liberi e diritti dall’ascella di scaglie sparse in molti gruppi, ma poche di numero in ciascuno. Il nasso o albero della morte, i dacridi, la salisburia hanno gli ovetti separati l’uno dall’altro, e attaccati o all’ascella di una squama, ovvero sul fondo di una particolar foggia di cupola. L’avvertita diversità nella disposizione dei fiori pistilliferi fa si, che se ne ingenerino coll’andar del tempo frutti di svariata figura e consistenza. Spesso avviene che somiglino a coni oblunghi composti da squame più o meno fittamente embricate e scom