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cora illustrata dal Sibthorp, dallo Sprengel, dal Mayer fu essa per dodici e più secoli il codice medico-botanico di tutte le scuole d’Europa e tale è tuttavia in quelle dell’Oriente. Di poco posteriore a Dioscoride è Cajo Plinio Secondo comasco, giusta l’opinione più accettata oggidì, nato l’anno 23 dell’era volgare, vissuto sotto l’impero di Vespasiano e di Tito, e morto vittima del suo amore alle scienze nella fresca età d’anni 56 in quella terribile eruzione del Vesuvio, che seppellì Ercolano e Pompeja. Uomo di facile e pronto ingegno, di assidui e pazienti studii, di varia, sterminata dottrina Plinio coltivò quasi ogni genere di scienze, ma de’ molti suoi scritti non pervenne a noi che la Storia Naturale, libro vario quanto la natura, vasta Enciclopedia dei progressi e degli errori dello spirito umano.

Chi guarda l’elenco delle opere dettate da Plinio su argomenti disparatissimi di storia, filosofia, arte militare, ecc. difficilmente potrebbe indursi a credere siano tutte uscite dalla penna di un sol uomo, quando non si sapesse, quell’uomo essere stato il più laborioso de’ suoi tempi, per non dire di tutta quanta l’antichità. In una lettera a Tacito Plinio juniore racconta dello Zio, che ovunque il medesimo si trovasse ai bagni, in viaggio, a mensa soleva leggere o farsi leggere, dettare o scrivere quasi senza interruzione, pochissime ore concedendo al sonno ed al riposo. Per la compilazione della