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attinenze, che gli oggetti medesimi sembravangli avere tra loro; di che tanto più è da lodare, in quanto che erasi usato infino allora generalmente in così fatte rassegne di andar dietro all’ordine materialissimo dell’alfabeto, che esclude di sua natura ogni sintesi pensata. Epperò nei cinque libri di materia medica troviamo spartiti in gruppi differenti, e questi controsegnati da buoni caratteri gli alberi aromatici ed i gummiferi, le piante oleose, gli erbaggi, i cereali, le viti e va dicendo. Certamente chi volesse far giudizio di quel metodo dalle condizioni della scienza oggigiorno dovrebbe riputarlo e molto imperfetto, e poco naturale, ma quando s’abbia riguardo, come giustizia vuole, al tempo in che fu pubblicato, e allo scopo specialissimo a cui mirava l’autore, dovremo pure riconoscere e ammirare il tentativo non infelice di classificare sistematicamente le piante. Seicento o poco meno sono le stirpi vegetali registrate nella materia medica di Dioscoride, delle quali non poche oltre il nome latino, e il barbaro se conosciuto, recano pure l’indicazione della patria, delle qualità, degli usi, e vanno accompagnate da una breve descrizione. Bisogna però confessare, che a petto a quelle più antiche di Teofrasto le descrizioni di Dioscoride non reggono nè per precisione di linguaggio, nè pel valore dei caratteri, che si adducono a differenziare oggetto da oggetto. Appunto all’ambiguità, alla insufficienza o inesattezza loro si deve attribuire, se la metà circa delle stirpi anno-