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colla fisiologia e notomia vegetale abbiano speciale attinenza. Sulla agricoltura, e sui giardini scrisse poco di poi lo spagnuolo Lucio Moderato Columella un’opera lodatissima, nella quale abbiamo un prezioso tesoro di tutto il meglio che intorno le cose di villa seppero, ed insegnarono Cartaginesi, Greci, Romani. Ne Columella è da confondersi coi semplici compilatori. Padrone di estesi poderi, che coltivava con amore ed intelligenza, nel dettare precetti sopra il governo della campagna potè dar conto della esperienza sua propria, e con essa vieppiù avvalorarli. Laonde nel fatto della agricoltura Columella è la prima autorità tra i latini, e da lui, come da fonte principale, attinse la numerosa schiera degli scrittori di cose georgiche da Crescenzio sto per dire fino ai giorni nostri. Forti della autorità di Ernesto Mayer noi crediamo non dilungarci molto dal vero riferendo a quest’epoca, o poco di poi, i due libri de Plantis, che comunemente vanno stampati colle opere di Aristotile. Il sapiente professore di Königsberga, che li illustrò con un dotto commento, ne suppone autore Nicolò Damasceno, Filosofo peripatetico del primo, o secondo secolo dell’era nostra. Strane vicende toccarono a que’ libri. Dettati da prima in greco, dopo essere stati tradotti successivamente nel siriaco, nell’arabo, nel latino, in sul cadere del decimoterzo secolo vennero di bel nuovo voltati di latino in