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nati tempi si rinnovano per le strade per dare apparente sfogo ai rammarichj delle anime penitenti. Io non recherò qui esempi del drammatico ingegno del Belcari nostro per solo amore di brevità; ma tornerò a parlarne nel dare il catalogo delle più corrette stampe che ne furono fatte, e che si vogliono scelte da chi tien conto de’ bei modelli di nostra lingua1.

Prose.

Bei modelli di nostra lingua sono particolarmente le purgatissime Prose di Feo Belcari, e queste furono in modo speciale disaminate e adoprate dagli Accademici della Crusca. Purità di vocaboli, belle legature di voci, leggiadria, semplicità proporzionata sempre alla materia, niun uso di parole antiquate, nuina strana confusion di sintassi. Feo è nella lingua quella fresca forosetta che ti talenta senza il prestigio di affatturate bellezze, o tanto più egli riesce mirabile, quantochè ai


  1. Questo Catalogo trovasi nell’edizione fatta a Milano l’anno 1812 della mia Serie de’ Testi di Lingua, ecc., e qui si omette siccome lavoro bibliografico.