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274 le principali geste, ecc.


e sgorgando un oceano di lagrime. Don Chisciotte dettò il suo testamento: Fui pazzo,

disse, ora sono savio: fui don Chisciotte della Mancia, ed ora sono Alonso Chisciano il buono. Raccomandata a Dio l’anima sua, lasciò varj legati, ordinando fra le altre cose che a Sancio non fosse chiesto conto dei danari consegnatigli: e se quando io era pazzo, seguitò a dire, volea dargli il governo di una isola, ora che sono in giudizio gli darei quello di un regno, se lo avessi, perché la strettezza della sua condizione e la sua fedeltà meritano ogni cosa. Lasciò il suo retaggio alla nipote, ma a patto che restasse diseredata se mai avesse voluto maritarsi con uomo il quale si sapesse di certo che avesse in sua vita letti libri di errante cavalleria.