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di don chisciotte. 259


di continuare nella menzogna, vide tre contadine a cavallo di tre giumenti, e riferì al suo padrone che una di esse era Dulcinea trasformata per incantesimo in rozza villana. Don Chisciotte prestò fede al suo scudiere, e volarono ambedue a gittarsele ginocchioni dinanzi. Sancio si fece prima a parlare, e così cominciò: O regina e principessa e duchessa della bellezza ricevete nella vostra grazia questo povero cavaliere prigioniero: io sono il suo scudiere Sancio Panza Pan, ed egli è l'afflitto cavaliere don Chisciotte della Mancia. La contadina, infastiditasi, disse alla sua bestia: Arri in là, ed ai personaggi genuflessi: Lasciateci andare per la nostra strada che vi troverete più contenti.


Conferenza col Cavaliere del Bosco.


Ronzinante e l’asino di Sancio stavano una notte pascolando senza sella e senza bardella, quando a frastornare U quiete dei loro padroni giunsero al buio due incogniti. L'uno era Sansone Carrasco, trasvestito da Cavaliere dal Bosco, l'altro un compare di Sancio, mascheratosi con grande naso posticcio. Al romore inteso, disse don Chisciotte a Sancio: