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Parmi in questa tanto lusinghevol pittura di trovare contraddistinto quell’illustre patrizio veneziano degli ultimi tempi, Filippo Farsetti, della cui opera, prestata alle arti con regio splendore, è prova non dubbia tutto ciò che nell’arte plastica noi custodiamo tra queste pareti; del cui squisito gusto in apprestare festoso ricetto a Flora e a Pomona faceva fede la sontuosa sua villa di Sala; della cui cultura ed ospitai cortesia le lodi più ingenue possono leggersi negli scritti del Dalle-Laste, dei Gozzi, e di altri nostrali ed esterni autori1

Ma io vi condurrò finalmente, o Signori, aggiorni estremi di Luigi Cornaro, e dolce cosa saravvi il conoscere, che l’impiegare senza sosta a pro comune il tempo, apparecchia di cari conforti anche l'ultimo palpito del nostro cuore. E qui mi compiacerò di tornare a valermi delle parole del nominato Graziani affinché veggiate che anche la tran-


    suo nome, Gran fabbricatore, e gran cacciatore, e grand'uomo pio.

  1. Un illustre letterato forestiere ci espose le sontuose imprese del nostro patrizio abate Filippo Farsetti. Veggasi l'articolo Farsetti (Famiglia), scritto dal francese Ginguené nella Biographie Universelle.