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86 sant’ambrogio

al di sopra del clamore delle trombe, l’arrivo della lunga processione di vescovi e d’incensieri, di duchi, di soldati e di popolo, accompagnanti i re che venivano a cingere la corona d’Italia?



Uscendo dalla severa e oscura basilica in un giorno d’estate, quando chiudete gli occhi abbagliati nel trovarvi sulla piazza soleggiata, provatevi a ripensare al barbaglio delle armi, delle bardature, dei gonfaloni, degli abiti intessuti d’oro nella gran festa dell’incoronazione di Giovanni Galeazzo Visconti a primo duca di Milano.

Il gran palco a gradinate era coperto di panno scarlatto, e a ripararlo dal caldo sole di quella mattina di settembre, era una gran tenda di broccato d’oro a fondo rosso. Intorno 500 cavalieri, e l’ampia bandiera imperiale sventolante dalle mani del soldato boemo. Fra il silenzio del popolo adunato, Giovanni Galeazzo s’inginocchiò e giurò fedeltà al rappresentante dell’imperator di Germania che gli pose sulle spalle il manto ducale foderato di vajo e sul capo la corona tempestata di gemme.

Squillarono gli oricalchi, s’alzarono gli inni dei