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santa maria delle grazie 43

del presente. Nella sua rapida corsa sulla complicata macchina del progresso, l’umanità vede elevarsi nel lontano passato, nitida e splendente una vetta, alla quale nè il vapore nè l’elettricità non la possano portare — fors’anche l’allontanano sempre più.

Quel mozzicone di campanile che s’addossava vergognoso alla cupola delle Grazie, sembrava l’arte del nostro secolo che tentasse inutilmente di rizzarsi accanto a quella del quattrocento. Ora lo hanno sapientemente abbassato, in modo da lasciarci vedere l’intiero mirabile loggiato. Perchè non l’hanno levato completamente? L’alta cupola non ha bisogno di campane per far udire la sua voce: canta essa il salmo del re d’Israele: «Tutti gl’iddii dei popoli sono idoli, ma il Signore ha fatto i cieli. Magnificenza e maestà sono davanti a lui; forza e gloria nel suo Santuario.»