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questa cosa grandemente. Le attitudini ed i moti troppo sforzati esprimono e mostrano in una medesima immagine, che il petto e le reni si veggono in una sola veduta , il che essendo impossibile a farsi, è ancora incovenientissimo a vedersi. Ma perchè questi tali senton che quelle immagini pajono maggiormente più vive, quanto più fanno sforzate attitudini di membra, però sprezzata ogni dignità della Pittura, vanno imitando in ciò quei moti de’ giocolatori. Laonde non solo le opere loro sono ignude, e senza grazia, o leggiadria alcuna, ma esprimono ancora il troppo ardente ingegno del Pittore. Debbe la Pittura aver moti soavi e grati, e convenienti a quel che ella vuole rappresentare. Apparisca nelle fanciulle il moto e l’abitudine venerabile, l’ornamento leggiadro e semplice condecente all’età, la positura sua abbi piuttosto del dolce, e del quieto, che dell’atto all’agitazione; ancor che ad Omero dietro al quale andò Zeusi, piacque ancora nelle femmine una bellezza gagliardissima. Apparischino ne’ giovanetti i moti più leggieri e più giocondi, che dien segno di animo e di forze valorose. Apparischino negli uomini i moti più fermi, ed attitudini belle, atte ad un veloce menar di braccia. Ne’ vecchi apparischino tutti i moti tardi, e siano esse attitudini stracche, talchè non solo si regghino so-