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dignità. Anzi nell’istoria solo grandemente quel che io veggo esser stato osservato da’ Poeti, tragici e da’ Comici, ei rappresentino con manco numero di persone la favola loro: e veramente secondo il giudizio mio non bisognerà riempire un’istoria di tanta varietà di cose, ch’ella non possa degnamente esser composta di nove o dieci uomini. Siccome io giudico che a questo si appartenga quel detto di Varrone, il quale volendo schifare nel convitare il tumulto, non invitava mai più che nove. Ma essendo in qualunque istoria, gioconda la varietà, quella Pittura nondimeno è grata a tutti, nella quale le positure e le altitudini de’ corpi sono fra loro molto differenti. Stieno adunque da essere sguardati tutti in faccia, con le mani alte, e con le dita risplendenti, posati sopra uno delli piedi. Altri stieno con la faccia in profilo, e con le braccia a basso e con piedi del pari, e ciascuno abbia da per se i suoi piegamenti e le sue attitudini. Altri stieno a sedere o inginocchioni, o quasi a diacere: sieno alcuni ignudi se ciò è convenienie; alcuni altri per il mescolamento dell’una e dell’altra arte vi siano parte ignudi e parte vestiti, ma abbisi sempre cura all’onestà ed alla reverenza. Conciossiachè le parti vergognose del corpo, e le altre simili che hanno poco del grazioso, cuoprinsi o con panni, o con frondi, o con le mani. Apelle dipigneva solamente quella parte della faccia di An-