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di leonbatista alberti. 53

tanto, che con uu numeroso segnamento di punti si continuerebbe il dintorno del cerchio; e però io noto solo con otto, o con quante più mi piaceranno intersegazioni, e dipoi tiro mediante l’ingegno la circonferenza o ambito del cerchio alli già segnati termini. Forse sarebbe strada più breve, disegnar questo dintorno all’ombra di lucerna, pur che il corpo, che causasse l’ombra, ricevesse il lume con regola certa, e fosse posto al suo luogo (Tav. II. Fig. 6.). Sicchè noi abbiam detto, come mediante gli ajuti delle paralelle si disegnino le superficie maggiori angolari, e circolari. Finito di trattare adunque di ogni sorte di disegno ci resta a trattare del componimento. E veramente il componimento quella regola del dipignere, mediante la quale le parti si compongono insieme nel lavoro della Pittura. La maggior opera che faccia il Pittore, non è una statua grande quanto un colosso, ma è una istoria: conciossiachè si trova maggior lode d’ingegno in un’istoria, che in un colosso. Le parti dell’istoria sono i corpi, le parti de’ corpi sono le membra, e le parti delle membra sono le superficie, perchè di queste si fanno le membra, delle membra i corpi, de’ corpi l’istoria, della quale si fa quell’ultima, veramente e perfettamente finita opera del Pittore. Dal componimento delle superficie, ne nasce quella leggiadria e quella grazia, che costoro chiamano bellezza. Conciossia-