Pagina:Alberti - Della pittura e della statua, Milano, 1804.djvu/22


scritta da girol. tiraboschi. xxi

aggiunti da Raffaello da Fresne alla magnifica edizione del Trattato della Pittura di Leonardo da Vinci, ch’ei fece in Parigi l’anno 1651, a cui ancora premise la Vita di Leonbatista raccolta dal Vasari, e da altri scrittori1. Delle altre opere minori da lui composte, io lascio che ognun vegga il mentovato catalogo, e da esso ognuno potrà raccogliere che non v’ebbe sorta di scienza che da lui non fosse illustrata. Nè minor lode egli ottenne colle ingegnose sue invenzioni. Il sig. Domenico Maria Manni citando altri autori moderni, attribuisce all’Alberti (De florent. Inventis c. 31) l’invenzione di uno strumento con cui misurare la profondità del mare, e dice che ei ne ragiona nel sesto libro della sua Architettura. A me non è riuscito di trovare ivi tal cosa; ma forse ei ne avea parlato nel libro intorno alle Navi, ch’egli accenna di avere scritto, e che ora forse è perito: Alibi de navium rationibus in eo libello, qui Navis inscribitur, profusius prosecuti sumus (De Architect. l. 5. c. 12.), e poco appresso accenna alcune sue invenzioni per

Leonbat. Alberti b 2
  1. Questi tre libri dell’Alberti colle altre opere qui indicate con un breve transunto dell’opera di Prospettiva del Pozzo furono anche tradotti in greco da Panagiotto cavalier di Dossara pittore peloponnesiaco; e il codice scritto nel 1720 si conserva nella celebre Biblioteca Nani in Venezia, come mi ha avvertito il ch. ab. Andres.