Pagina:Alberti - Della pittura e della statua, Milano, 1804.djvu/169

136 della statua di leonb. alb.

tra che all’occhio è nascosa, si debba fare nel sopraddetto modo. Il quale disegno incero di linee, se si disegnerà in un muro, in quel modo che si ricerca al muro, rappresenterà in quel luogo una figura molto simile ad un’ombra che fosse sbattuta in esso da un lume, che per avventura Vi fosse interposto, e che la illuminasse da quel medesimo punto dell’aria, nel quale si ritrovava prima l’occhio del riguardante. Ma questa sorte di divisione, o separamento, e questa regola dell’avvertire in questo modo le cose da disegnarsi, si aspetta piuttosto al Pittore, che allo Scultore, e di esse tratterò altra volta. Oltra di questo si appartiene a chi vuol fare professione di quest’arte, sapere principalmente quanto ciascun rilievo, o sfondo di qualsivoglia membro sia lontano da una certa determinata positura di linee.