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di leonbatista alberti. 129

lavorare sia famigliare a’ miei Pittori e Scultori, i quali se mi crederanno, se ne rallegreranno. E perchè la cosa sia mediante gli esempi più manifesta, e che le fatiche mie abbino maggiormente a giovare, ho presa questa fatica, di descrivere cioè le misure principali che sono nell’uomo. E non le particolari solo di questo o di quell’altro uomo; ma per quanto mi è stato possibile, voglio porre quella esatta bellezza, concessa in dono dalla natura, e quasi con certe determinate porzioni donata a molti corpi, e voglio metterla, ancora in scritto, imitando colui che avendo a fare appresso a Crotoniati la statua della Dea, andò scegliendo da diverse Vergini, e più di tutte l’altre belle, le più eccellenti, e più rare, e più onorate parti di bellezze che egli in quelle giovani vedesse, e le messe poi nella sua statua. In questo medesimo modo ho io scelti molti corpi, tenuti da coloro che più sanno, bellissimi, e da tutti ho cavate le loro misure e proporzioni; delle quali avendo poi insieme fatto comparazione, e lasciati da parte gli eccessi degli estremi, se alcuni ve ne fossero che superassino, o fossero superati dagli altri, ho prese da diversi corpi e modelli, quelle mediocrità, che mi son parse le più lodate. Misurate adunque le lunghezze, e le larghezze, e le grossezze principali e più notabili, le ho trovate che