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libro settimo. 179

al canto ultimo de la basa sinistra. Sopra queste colonne si pone l’architrave, il fregio, il cornicione et il frontispicio, con quelle regole che dicemmo ne portici, de le quali trattammo a luogo loro. Furono alcuni che messono da gli lati de le porte, in cambio di stipiti, ornamenti di cornici, per il che feciono il vano de la porta più aperto, lavoro certo più conveniente a le dilicatezze de gli edificii de privati, et massimo de le finestre, che a le porte de Tempii. Ne Tempi grandi, in quelle porte massimo dove non sono altri vani, si divide l’altezza del vano in tre parti, l’una di sopra de le quali si lascia per finestra et vi si fa la ferrata, et il restante rimane per la porta. Le porte ancora hanno lor diversi modi et lor diverse parti. Infra queste parti la principale è il cardinale che si fa in duoi modi. Percioche o a canto a gli stipiti si mettono arpioni di ferro, overo da cantoni de le imposte da capo, et da piede escono certi perni, sopra la punta de quali si bilicano gli usci, et si aprono et serrano. Le porte de Tempii, che per durare quasi sempre si fanno di bronzo, et di peso grandissimo, più sicuramente si voltano sù bilichi, che sù gli arpioni. Io non starò quì a raccontare le porte, che appresso gli historici, et appresso i poeti io ho letto vestite d’oro, d’avorio, et di statue tanto gravi, che non si potevano aprire senza una gran moltitudine d’huomini, et con lo strepito loro mettevano altrui spavento. Io certo in questo lodo la facilità de lo aprirle, et del serrarle. Sotto la punta adunque del perno, o bilico si metterà una ralla fatta di bronzo, et di stagno, et questa ralla si scaverà bene a dentro; scaverassi ancora la punta del bilico, che regge la imposta a guisa di catino, talmente che infra il bilico et la ralla stringhino insieme una palla di ferro ben tonda, et ben pulita; ma quanto al bilico di sopra, ch’è in testa a la imposta, bisogna che sia nel cardinale impiombata una spranga di ferro che habbia un’anello molto pulito, et molto liscio, nel quale entrando esso bilico muova, et cosi avverrà che la porta non farà mai resistentia nel moversi, et con ogni poco di spinta andrà dove tu vorrai. Ad ogni porta siano due imposte, che una si apra verso uno lato, et l’altra verso l’altro. Sieno queste imposte grosse la duodecima parte de la loro larghezza: adornansi con scorniciature, che poste sopra l’imposte accerchiano atorno la grandezza di quella, et mettesene quante tu vuoi, o due, o tre l’una sopra l’altra, o pur una sola semplice, et se queste scorniciature saranno due, messe a giacere quasi come scaglioni l’una sopra l’altra, fa che fra tutte due piglino de la larghezza de la porta non più che il quarto, nè meno che il sesto, et questa ultima che è posta a stare sopra l’altra più eminente, fa che ella sia il quinto più larga che quella di sotto: ma se elle saranno tre scorniciature, osserverai in esse le misure de gli architravi Ionici: ma se atorno vi andrà una sola scorniciatura, facciasi non più de la quinta, nè meno de la settima parte. Sfonderanno le scorniciature a lo indentro con una goletta. La lunghezza de le imposte si debbe dividere con le scorniciature per il traverso di maniera che gli spatii da alto occupino i duoi quinti di tutta l’altezza de’ vani de gli usci. Ne Tempii si adornano le finestre non altrimenti che le porte; ma i vani di quelle, perche egli occupano vicino al cielo de la volta la più alta parte de le mura, et con i loro angoli terminano nel tondo Cielo de le cupole, per questo si fanno tonde al contrario de le porte, percioche elle sono il doppio più larghe che alte: et questa loro larghezza dividono con due colonnette, postevi con quella regola, che si mettono ne le logge: ma queste colonnette sono la maggior parte quadrate. I disegni de le zane, ne le quali si hanno a collocare o tavole dipinte, o statue, si fanno secondo il disegno de le porte, et con l’altezza loro occupano il terzo del loro muro. A le finestre de’ Tempii usavano porre in cambio di invetriate, tavole di alabastro trasparenti, che fussino gagliarde contro a le brinate, et contro a venti, overo uno ingraticolato di bronzo, o di marmo, et i vani


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