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238 Adolfo Albertazzi


E subito si deliberò di mandare una commissione in municipio.

— Segretario! segretario!

Agosti rientrò con faccia dolente. Egli e il figlio Ceredoli, un genero e due degli assessori se ne andarono alla ricerca in municipio.

Tra i rimasti c’era l’assessore dell’Igiene, che sino allora non aveva aperto bocca. Qualche cosa bisognava pur dire! Disse avanzando una nuova ipotesi:

— E non hanno interrogato il canonico Bonerba? Era così amico del povero commendatore! Forse lui ne conosce le intenzioni.

— Perbacco! — fecero i due generi ch’eran rimasti lì seduti.

Come mai non ci avevan pensato?

E lor due con quello dell’Igiene se ne andarono subito subito in cerca del canonico Bonerba, alla cattedrale.

IV.

Dal municipio tornarono con un fascio di carte inutili: fatica particolare, a portarlo, del segretario Agosti, il quale si tenne punito così della sua ilarità intempestiva, e rideva ripensandoci. Ma dalla cattedrale gli altri messi recarono di meglio.

Quel sant’uomo del canonico Bonerba arrivò rosso e sbuffante (non è legge che tutti i santi