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28 la giocatrice

mi negherei il diritto di ingelosire; riconoscerei il mio torto di amarvi tanto; mi persuaderei ch’è pazzia voler persuadere una donna che.... che.... Mi fate impazzire! Parola d’onore, impazzisco!

In fatti si stringeva il capo tra le mani. Onde, al suo solito modo, Claudia un po’ s’affliggeva e un po’ godeva.

— Allontanatevi, amico — ella consigliò buona buona. — Guarirete.

— Allontanarmi? Ma se per venire dalla mia villa alla vostra non ho cavallo che corra abbastanza! Se fin Luisella mi sembra una tartaruga!

— Distraetevi.

— Già, mi distrarrò! — egli disse alzandosi e sospirando. — Mi distrarrà o il vino, o la religione, o.... una rivoltella!

— Limosa! Gianni! — gridò impaurita la signora trattenendolo. — Che discorsi sono questi? Fermatevi, Gianni, per carità!

Egli la guardava tra minaccioso e meravigliato che ci fosse da spaventarsi in quella maniera. Finchè lasciò trarsi per il braccio, dolcemente.... Dove?... A un tavolino.

— Sedete! Ubbidite!

Ubbidì.

— Ora — ella conchiuse ridente, bellissima — v’insegnerò io, signorino, come si gioca a scopa!