Pagina:Albertazzi - Novelle umoristiche.djvu/322

308 in arcadia

natori o a chi capitava, capitava. Addosso! addosso con i ceri, con giannette e randelli e pugni; e bòtte da orbi. Ci furono fratelli che diedero pugni ai fratelli; padri ai figli, e figli ai padri; ci furono anche molti che nei giorni di poi confessarono d’aver creduto di combattere con quelli della Madonnina; e molti che confessarono d’essersela goduta un mondo a battere con le mani e coi piedi non sapevano chi, ignari affatto della causa che aveva generata la battaglia. I timidi, in quel mentre, fra gli urli delle donne e dei ragazzi, scampavano e fuggivano d’intorno, urlando....

🟌

....Con grande impeto di tromboni e voci il partito della Madonnina era per giungere all’olmo. La viottola essendo diruta e stretta, Anacleto Dell’Orto, Remigio lo zoppo e Silverio detto il Chiù (i traditori) avevano tentato troppo tardi di mettersi innanzi, di precedere a tutti, perchè penetrati fra i «compagni di San Giorgio» avevan dovuto cedere al comando di: — Indietro voi altri! — che Carlone aveva dato loro con faccia minacciosa. A disagio perciò, quasi si credessero scoperti, i tre scambiarono parole sommesse tra i seguaci, in coda.

— Come si fa? — domandava quello scemo di Silverio. E Anacleto:

— Ve l’avevo detto io? Bisognava andar prima!

E Remigio: — Non mi sarei mai creduto che