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una “scampanata„ 209


— Ne avremmo tante delle spese da fare! — Infatti mancavano di questo; mancavan di quest’altro....

Allora Fulgenzio si sentì in obbligo di consolarla; di rivelarle il segreto contenuto nell’animo a fatica. Trasse dalla tasca della giacca il libercolo.

— Guardate qui! Non siamo poi disgraziati come vi credete.

— Cos’è?

— Il libretto della cassa di risparmio.

Essa aveva spalancati gli occhi; guardava; ma non sapeva leggere.

— Dice — spiegò Fulgenzio — che ci ho settecento franchi, senza i frutti.

— Ma vi fidate voi a lasciarli in mano di altri?

— Eh! alla cassa....

— Io no: io non mi fido di nessuno! Volete vedere dove li tengo, io?

Salirono nella camera del talamo. Ivi lei, rimestato che ebbe in fondo alla cassapanca, elevò la calza trionfale, sonante e gravida del gruzzolo; e disse, sgroppandola e riversandola sul letto:

— Contiamoli. Non so neanche quanti me ne abbia.

Il marito aveva le lagrime agli occhi men per la gioia che per il rimorso di quel suo dubbio, che la donna l’avesse sposato per interesse. In