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la fortuna di un uomo 149


Una signorina bionda; modesta nell’abito semplice; con due occhi tra celesti e verdi, meravigliosi, portentosi! Che occhi!

In un istante, nell’attimo che la carrozza voltava, quegli occhi gli scoprirono in viso una sciagura; indovinarono che egli non aveva nessuno, non madre, non sorella, non moglie a consolarlo; affermarono: «io, per consolarvi almeno come moglie, verrei in carrozza, a casa con voi, piuttosto che andare al giardino, alla musica, con la mamma»; promisero, quegli occhi, pur mostrando di promettere invano, conforto, pietà, fede, amore! E tutto in un istante!

Inondata l’anima di poesia, Gaspare, se poeta, avrebbe lì per lì composto un inno alla donna in genere; alla donna, del cui sublime ufficio al mondo l’avevano persuaso lì per lì, e per la prima volta, gli occhi di quella giovinetta.

La donna! Fiore che inebria. Carezze e baci. Vaso di consolazione. Incitamento alla vita perchè essa si rinnovi in altre vite. Tesoro....

«Ammógliati»; era questo il miglior consiglio che lo zio Giorgio gli aveva dato affinchè stesse di buon animo, con Luigi.

E quell’incontro istantaneo, quell’occhiata fugace e profonda acquistavano la significazione d’una volontà che così, per divina grazia, si manifestasse e ripetesse subito, d’oltre la terra.

«Ammógliati».