Apri il menu principale

Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/95


Ferdina 87


asciuga! — fe’ la donna entrando in cucina senza più altri complimenti o spropositi.

E il capitano a Ferdina:

— Avrei preferito trovarti come eri una volta. Verresti a tenermi un po’ di compagnia nel giardino; a prendere dei fiori.

— Oh! se è per questo....

E soggiunse che il padre da un pezzo insisteva che lei e il fratello andassero a salutarlo, ma che il ragazzo era un monello selvatico. Parlarono di lui, Gigetto, che il maggiore aveva visto appena nato; e il discorso fu avviato alle vecchie conoscenze. Ferdina dava notizie di questo e di quello, e Baredi intanto l’osservava.

Le palpebre, lunghe, le ombravano lo sguardo profondo; la voce aveva forte e calda. Non di una bellezza insolita, era però imagine di una giovinezza sana e gioconda, e suscitava — e pareva giusto come non mai — l’abusato confronto del fiore campestre.

— Dunque — egli disse alla fine — , dimani ti aspetto. Ma se vuoi delle rose e dei garofani, tu portami dei fiori di campo; delle viole.

Ella rise.

— Delle viole, adesso? Troppo tardi!

— Ebbene, di quei fiori che coglievo anch’io da bambino laggiù lungo il Ravone. Se no, niente garofani e niente rose!