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Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/88

80 il diavolo nell'ampolla


gli amici e delle amiche quando l’avevano visto senza bende; gli bisognava persuadersi che tornando a combattere e affrontare la morte con accresciuto fervore di vita, acquisterebbe davvero, se scampasse ancora, una ragione di superiore orgoglio, una riparazione di spirituale bellezza a quella deformazione indelebile.

Ciò che aveva fatto, il rischio da cui era scampato a stento, non gli pareva bastevole nè per la sua rassegnazione, nè per la stima altrui.

Volle dunque andar a Casaglia come a luogo di attesa più che di quiete. Ma lo contrariò subito la stagione.

Pioveva quasi di continuo; la primavera indugiava in un tedio di freddo aprile. Dalla loggia, ove passava gran parte del giorno adagiato nella poltrona, solo di tratto in tratto scorgeva le nuvole staccarsi, imbiancare ai margini, inargentarsi nei contorni di bambagia: tosto i pochi raggi cedevano al nuvolo, che ridiveniva coerente; e giù acqua! Ed era una intemperie priva di tuoni e di folgori.

Una tristezza eterna.

Letto il giornale, che pur lo lasciava deluso, Baredi apriva invano qualche libro; gli rincresceva fin questo svago da prigioniero o da