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Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/77


La ciocchettina 69


nari; rimisi il portafogli nella tasca. Non avrebbero potuto più dire che rubavo!

— Facesti bene. E le carte?

— L’angustia fu tale che non mi accorsi nemmeno che era spirato. Quando me ne accorsi, gli chiusi gli occhi, e gli tirai la coperta sul viso.

— E le carte?

— Le ho qui, con me....

Erano alcune lettere di mano femminile, in una busta; una fotografia e una ciocca di capelli biondi.

— Com’è bella! — esclamò l’Ida considerando, presso la finestra, il ritratto della giovine donna. Ma la sua ammirazione crebbe quando, sciolto il filo di seta che stringeva la ciocca, s’avvide che solo tre capelli bastavano a comporla, tanto erano lunghi! Disse: — Sono più belli dei miei.

Giulio scosse il capo e ribattè, serio:

— No; noi italiani preferiamo i capelli neri e lucenti, come i tuoi.

E ritornarono al focolare. Ripigliò lui:

— Bruciar tutto. Perchè?

— Volontà di moribondo.

— Perchè distruggere? — Giulio domandò.

— Si indovinerebbe dalle lettere, chi sapesse leggerle.