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Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/186

178 il diavolo nell'ampolla


pure era costretto a cercarlo con lo sguardo estremo. E una luce rossa, gettatagli contro, gli raccolse lo sguardo.

Allora lo vide, il suo nemico, illuminato in faccia dalla lanterna che aveva aperta per osservar lui — la lanterna con la quale affascinava i ranocchi — ; e la luce rossa si diffuse nell’acqua intorno all’asino morto.

— Dunque — soggiunse il Biondino d’un tempo, ora il Monco — ; dunque senti che pensiero ho fatto. Noi siamo stati disgraziati tutti e due, uno per causa dell’altro. Destino! tu hai rovinato me, io te. Ma io ho qualche risparmio, della donna, e ti posso aiutare; e tu, me. Ti compero io la bestia; e conduciamo il lavoro insieme. Io ti guido la bestia e tu mi dai biroccia e braccia: entriamo nella Lega per guadagnar di più; e il guadagno a mezzo. Ci stai?

Sugnazza voleva rispondere: — Tu, solo tu hai avuto compassione di me! — Ma per rispondere sospirò, e in quell’istante, in quel sospiro si sentì rapir lieve lieve via, fra una infinità di luci: lucciole o stelle.