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Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/183


L’asino nel fiume 175


— Poco male se a Sugnazza gli è morto l’asino. Con i quattrini che ha risparmiato a far il crumiro si comprerà un camion!

Quanto al cliente che fin dal mattino aspettava la sabbia da Sugnazza, non vedendolo arrivare e imparando il perchè, fece quel che avrebbero fatto tutti nel suo caso: andò in cerca d’un altro birocciaio che, come quello, non stesse alla tariffa della Lega. Nè il divertimento, dal ponte e dalla riva, cessò prima di sera. Verso sera venne anche una guardia municipale recando seco il nuovo regolamento d’igiene.

— Sissignore: seppellire i morti — borbottò Sugnazza. — Aspettate ancora un poco.

Ancora un poco.... Allo spasimo della fame gli era seguito un senso di ondeggiamento in cui gli pareva di sentirsi trasportar dall’anima. Ma la pena era adesso nelle visioni dell’inedia: torbide, tristi; di pianto. Bieca e cattiva più che ogni altra l’affannava l’imagine dell’uomo che era stato causa della sua rovina: a quando a quando il Biondino entrava evidente in quel turbine e gli diceva con un ghigno: — Muori?

Sì: moriva dopo venti anni di miseria, spos-