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Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/18

10 il diavolo nell'ampolla


vine in famiglia ne abbiam bisogno. Prendi moglie tu.

— No — rispose il fratello, risoluto. — Tribolare piuttosto.

— Ne prenderò un’altra io. Ma badate: una come quella non la trovo più in tutto il mondo.

— È vero — confermò la madre. Soggiunse: — Sinchè io camperò, una matrigna non lo tratterà male, il bambino.

— E dopo — esclamò torvo Saverio — non mi mancherebbe un randello da romperle su la schiena se non rispettasse il mio sangue!

La vecchia si alzò in fretta; andò a deporre il piatto nel secchiaio; si asciugò gli occhi col dorso della mano, e Saverio finse di non accorgersene.

— Adesso — il fratello disse riempiendo la pipa — ti mostro i conti. Li ha fatti Carlino iersera. Due volte è venuto per consolarci.

E tornò con le carte. Saverio accostò a sè il lume a petrolio e cominciò a rintracciare e sommare rendite e spese. In fine, le spese del mortorio: tanto, nelle torce; tanto, nelle messe; tanto, nel resto.

— Anche i preti non scherzano! — commentò.

Ma le rendite del grano e dell’uva erano grandi.