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Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/173


La stella Sirio 165


difesa e sostenuta dalla realtà sarebbe l’amore? Unica felicità addentrarci amando nella vita della materia, per illuderci godendo e soffrendo di superar la terra che ci avvinghia con radici tenaci fino alla morte?

Un galoppo veniva di lontano lontano, e Raimondo l’accompagnò con udito or più or meno sensibile. Lontano lontano.... E mentre la frescura lo riassopiva, e mentre gli pareva che quel galoppo strappasse affannosamente la strada, credè ricordarsi che Alfonso aveva detto di restare assente tre giorni.... Ma nell’avanzare il galoppo cadeva a trotto uguale; scemava; cessava. Alfonso? No. Non poteva esser lui che ritornasse un giorno prima, a quell’ora, dal luogo ove gli affari l’avevano intrattenuto, quantunque non di rado, per il caldo, viaggiasse anche la notte col suo buon cavallo.

Quand’ecco un rumore vicino riscosse dal dormiveglia Raimondo: un repentino, affrettato rumor di passi, nella loggia. Ascoltò. Non sognava. Qualcuno apriva le imposte della ringhiera. Balzò e corse alla finestra e.... Come in un sogno volle gridare al ladro, e non potè. Giù, d’un salto, dal balcone, il fuggitivo scompariva tra le macchie: riconoscibile. Riconosciuto! Lui!

E altri passi più forti per le scale e nella loggia; e lo sbattere violento d’un uscio.