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Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/165


La stella Sirio 157


Tanto vero che compiangendo sè stessa compiangeva chi sfuggiva alle affannose gioie dell’amore.

A lui diceva:

— Innamoratevi, Raimondo! Amate, fin che siete in tempo!

— Amo — egli rispondeva.

— Già!, la vostra Sirio.

— Sirio è maschio.

— Vedete che sproposito? E intanto vi sfugge il meglio: la donna.

— Il meglio?

— Il meglio! Non avete ancora imparato che siamo stati creati appunto per godere e per soffrire amando; amando come si usa in terra e non fra gli astri? Non avete ancora compreso che la vita è amore e amore è la vita? Non avete ancora pensato voi, signor pensatore, perchè la fanciullezza è così bella? Perchè anche la vecchiaia può essere bella?

— No. Perchè?

— La fanciullezza — non ridete — è come l’antipasto dell’amore.... E la vecchiaia può essere la tranquilla, beata, invidiabile digestione dell’amore. Non ridete, vi prego.

— Filosofia gastrica! — esclamò ridendo Raimondo. — Ma io mi pasco di luce.

— E siete cieco! Infelice!