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Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/162

154 il diavolo nell'ampolla

— In cielo non c’è soltanto la luna per attestare, anche adesso, con la figura di Caino la nostra ignoranza, o non c’è soltanto il sole per abbarbagliare il nostro orgoglio, o Marte coi canali perchè possiamo riferire agli altri pianeti la nostra intelligenza e la nostra scienza, o Venere e Giove perchè troviamo lassù un termine di paragone al brillante e allo smeraldo che abbiamo in dito: c’è, a centro di un altro sistema planetario, una certa stella che si chiama Sirio, che in inverno e in primavera risplende mirabilmente e che col suo fulgore dovrebbe esortarci tutti a considerar più in là del nostro naso, della nostra terra e del nostro sistema planetario. Sapete con quale velocità corre la luce? Trecentomila chilometri al minuto secondo! Dico trecentomila chilometri al minuto secondo. Bene: sapete quanto tempo impiega Sirio a mandar a noi il suo fulgore? Sedici anni. Dico sedici anni! E sapete a che distanza corrispondono sedici anni di luce? A centocinquantasei bilioni di chilometri! Quando si consideri ciò, e quando si rifletta un poco che Sirio è vicinissimo in confronto alle nebulose, pare che le faccende dell’orbe terraqueo,