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Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/160

152 il diavolo nell'ampolla


Turri non era venuto a conversazione, quella sera, e nemmeno l’arciprete; e appunto perchè non aveva avuto gli amici con cui si intratteneva volentieri egli, alle chiacchiere delle informatrici, aveva preferito ascoltare ciò che gli dicevano le stelle.

— Domattina lo domanderò, a Adriana — soggiunse — ; se era presente e se ci avrà badato.

Anche Adriana infatti non dimostrava mai d’interessarsi ai pettegolezzi del paese, e, quando poteva, scampava dai fastidiosi argomenti di leghe, di soprusi municipali, di studiate rappresaglie, e battaglie minacciate, e sperate vittorie.

Raimondo si mise dunque a leggere il libro che gli giovava più del bromuro. Finchè l’occhio gli scorse su le righe senza più afferrarne il senso.

— Mio fratello — pensava — non è uno stupido; tutt’altro! Ma è vittima di una ambizione meschina. Vorrebbe prevalere a Castelronco. Che gloria!

A dir vero Alfonso Graldi non viveva solo nel paese e del paese. Arricchiva sempre più usando ingegno, energia e volontà in imprese agricole e industriali; estendendo l’opera sua in tutta la regione; acquistandosi stima invi-