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Pagina:Albertazzi - Il diavolo nell'ampolla, 1918.djvu/147


Cinquantamila lire 139


pentito dell’azione indegna che stava per commettere; violare, forse, un segreto dell’amico.

.... Vigliacco! Scampare, cercava scampare alla certezza?

E risolutamente levò il foglietto dalla busta, e vide che non c’era la firma, e lesse, e vide che era di Rina. Fu certo.

Ma ecco: sentì che possedeva una forza meravigliosa.

Non si muore d’una ferita, ricevuta a tradimento, nel cuore? di dolore, di spavento? Non si muore! Egli richiuse. Credè d’aver voce bastevole a chiamar Giovanni appena fosse tornato. — Via Goito era a due passi — e dirgli: — Vado a casa, per un momento — .

Si alzò.... (una forza meravigliosa!) e, come spinto da tutte le energie superstiti, entrò invece nella camera del moribondo, si avvicinò a guardarlo, con gli occhi sbarrati....

Ah! L’amico!

Allora il medico lo prese per il braccio, lo trascinò fuori. Cominciava l’agonia.

Ebbene.... — una forza meravigliosa! — , di là, nello studio, senza accorgersi dell’intimo schianto, della ferita ricevuta nel cuore a tradimento, senza piangere, senza gridare all’infamia, senza morire, Amaldi rilesse la lettera per confermarsi, di tutto, evidentemente.